James Cameron : Avatar | Blade Inside

James Cameron : Avatar

Ho scelto di vederlo in 2D per non lasciarmi distrarre dalla grafica, in modo da potermi concentrare sul resto. Ho visto diverse recensioni catalogare il film come rivoluzionario, definirlo un colossal, addirittura qualcosa da cui ripartire da zero.

Sarà pur vero dal punto di vista della tecnica cinematografica, ma siamo sicuri a che a parte questo raggiunga davvero certi livelli? Stiamo parlando di un bellissimo film, uno di quelli da vedere almeno una volta nella propria vita, ma personalmente penso sia da 8, assolutamente non da 10.

Potreste obiettare che la visione in 2D non mi abbia permesso di goderne appieno, ma non mi pare che Matrix o Il Signore degli anelli siano stati girati in 3D, eppure hanno fatto la storia, questo senza citare Titanic, con il quale Avatar a livello di trama e sceneggiatura non regge minimamente il confronto.

Detto questo, vorrei soffermarmi su un aspetto del film che sembra essere passato inosservato: la cultara dei Na’Vi. Costoro vivono in totale simbiosi con la natura, nel pieno rispetto della sua fauna e della sua flora. Sono devoti ad un entità chiamata Eywa, che rappresenta il collegamento tra tutti gli esseri viventi e l’equilibrio che ne consegue.

Questo tipo di filosofia è stata semplicemente etichettata come “ambientalista”, in realtà si tratta di un argomento molto più complesso, che si rifà al concetto di Anima Mundi. Ci sono diversi riferimenti nel film a questo concetto: Eywa, ad esempio, rappresenta l’anima del pianeta che risulta essere vivente a tutti gli effetti, in grado di pensare e di agire (come la nostra Gaia secondo alcune ipotesi).

Alcune scene sono davvero eloquenti. Il primo incontro tra Jake e Neytiri vede il protagonista del film minacciato da alcuni predatori che la ragazza si trova costretta ad uccidere. Jake si difende asserendo che è stato attaccato per primo, la ragazza risponde dicendo “Quello che è successo è triste, uccidere è triste, loro non dovevano morire “. Una frase che può essere interpretata solo tramite una visione consapevole ed innocente dalla catena alimentare, cioè del rapporto che intercorre tra gli organismi di un ecosistema.

Il male deve rappresentare lo stretto necessario, l’indispensabile, l’unica ragione della sua esistenza dev’essere la mera sopravvivenza, qualsiasi altro tipo di dolore provocato è inaccettabile, incomprensibile. Questo concetto viene ripreso anche in una scena successiva in cui Jake e Neytiri stanno cacciando, quando trovano una preda e la uccidono, Jake si rivolge all’animale, sdraiato sul suolo e senza vita, in modo fraterno, assicurandogli che il suo sacrificio non sarà vano e che la sua anima andrà a congiungersi con Eywa (sembra una sorta di rituale)

Verso l’epilogo, quando l’attacco risulta imminente, Jake si rivolge ad Eywa invocando il suo aiuto, Naytiri interviene affermando quanto segue: “Lei non prende le parti di nessuno, il suo unico compito è proteggere l’equilibrio “, questo passaggio rende molto bene l’idea di come l’entità sia un essere superiore non in quanto tale ma in quanto al di sopra delle parti.

Principi come coscienza collettiva ed energia sono parte integrante della loro cultura, Eywa non è una divinità astratta, non è onnipotente ma non resta impassibile, è in grado di influenzare l’andamento degli eventi ma ha bisogno della consapevolezza degli essere viventi per farlo, è una voce che va ascoltata senza esitare, che prescinde da qualsiasi altra cosa, la cui messa in discussione può essere esclusivamente dannosa.

Con questo direi che può bastare :P , gli argomenti appena trattati saranno sicuramente approfonditi in futuro, intanto spero che non abbiate trovato noiso quanto detto e che condividiate l’importanza di questo aspetto del film, che per quanto mi riguarda penso sia uno dei più interessanti ;)

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