Il quarto tipo | Blade Inside

Il quarto tipo

Mentre un sacco di gente usciva delusa dalle sale in cui davano Paranormal Activity (il film che ha terrorizzato l’America ma ha fatto ridere l’Europa) io mi accingevo alla visione di questo docu-film sulle abduction.

Protagonista è la cittadina di Nome, in Alaska, la cui fama, stando a quanto affermato, è figlia delle esperienze e delle ricerche di una psicologa, Abigail Tyler, la stessa che avrebbe fornito e commentato il materiale audio-video dichiarato dalla produzione autentico a tutti gli effetti.

La locandina recita infatti “basato su studi documentati”, ma l’ipotesi che si tratti di materiale assolutamente falso va per la maggiore, ed è supportata da alcune falle logiche piuttosto evidenti (ne parlano alcuni siti specializzati come UfoPlanet e Dita di Fulmine)

Personalmente ho notato incongruenze piuttosto rilevanti, ad esempio nell’introduzione affidata alla bellissima Milla Jovovich, viene affermato che l’identità di tutte le persone coinvolte è stata camuffata per motivi di privacy, eppure nei filmati il volto dei protagonisti non viene mai omesso in qualche modo.

Inoltre, quale autorità federale permetterebbe la pubblicazione di materiale video come quello presente nel film, direttamente ripreso da telecamere della polizia? Qualcuno ha fatto addirittura notare che in uno dei due video un auto della polizia sembra portare l’insegna del NYPD (New York Police Department), che con l’Alaska dovrebbe centrar poco :P

Come se non bastasse, in alcune scene durante l’intervista appare in sovraimpressione la dicitura “Recorded September 3, 2002″, se ciò fosse vero Olatunde Osunsanmia (il regista, ndr) potrebbe essere il nuovo Dorian Gray, visto che dopo circa sette anni non sembra fisicamente cambiato di una virgola, inoltre in quel periodo, filmografia alla mano, figura impegnato in altri progetti (e le anacronie non finiscono qui).

Pare infine che ad interpretare Abbye Tyler nell’intervista sia l’attrice Melora Walters, opportunamente deturpata per l’occasione.

Come avete potuto constatare è difficile, parlando di un film come questo, non soffermarsi principalmente sull’autenticità dei documenti, poichè il campo è vastissimo ed esistono sull’argomento migliaia di testimonianze/casi/teorie, in qualunque contesto la discussione sulla loro credibilità è il primo scoglio da affrontare.

Il regista ha voluto dunque solcare un territorio a dir poco insinuoso, da cui, con quelle premesse, non sarebbe potuto che uscire, com’è successo, con una brutta figura. A parte questo, non me la sento di decretare il film come un totale fallimento, in fondo inscena abbastanza fedelmente alcune delle testimonianze più comuni, ed è capace altresì di far cenno a teorie alternative come quella di Sitchin, talvolta ha infine il merito di suscitare un dibattito sul tema in esame.

Per concludere consiglio, a chi tra gli amanti del genere se lo fosse perso, Fire in the sky di Rabigail tyler, olatunde osunsanmiaobert Lieberman.abigail tyler, olatunde osunsanmia

Ah, quasi me ne dimenticavo, Nome è anche la citta del famoso cane Balto :D

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